Giolitti, Integrazione del Socialismo

Storia — 17 December 2025



📚 Giovanni Giolitti e la strategia di integrazione del socialismo (lezione — mercoledì 17 dicembre)


🏛 Context & Background

La lezione analizza la concezione politica di Giovanni Giolitti (1842–1928), leader e più volte Presidente del Consiglio nel primo Novecento italiano, e il suo approccio al problema dell’estremismo rivoluzionario e della questione sociale. Si mette a fuoco la logica politica giolittiana — spesso definita giolittismo — basata sull’integrazione istituzionale delle forze socialiste moderate per neutralizzare la violenza politica, nonché le critiche e gli equivoci che questa strategia ha suscitato.


🔑 Key Concepts & Developments

✨ Inversione causale: repressione → violenza
Giolitti ribalta la logica dei reazionari: non è l’“estremismo violento” che impone allo Stato la repressione, bensì è la repressione dello Stato (con esercito, cannoni e misure repressive) che alimenta l’uso della violenza da parte degli estremisti. Pertanto, per ridurre la violenza rivoluzionaria, occorre ridurre la persecuzione politica verso i socialisti.

✨ Istituzionalizzare il socialismo
La strategia giolittiana consiste nel coinvolgere i socialisti nella vita parlamentare e istituzionale: legalizzare i partiti e la stampa socialista, permettere candidature e seggi in Parlamento, e — come ambizione massima di Giolitti — favorire la loro partecipazione al governo in coalizione. L’obiettivo è offrire un’opzione legalitaria, parlamentare e riformista allo spettro socialista, riducendo la spinta alla rivoluzione.

✨ Limiti e sottovalutazione della violenza
Giolitti rischia di sottovalutare la componente rivoluzionaria inerente al socialismo: esistono correnti che vogliono «spaccare tutto», abbattere lo Stato e il capitalismo e togliere il potere alla borghesia; esistono inoltre movimenti anarchici con azioni violente (richiamato l’episodio dell’assassinio di re Umberto I il 29 luglio 1900 da parte di Gaetano Bresci). La strategia giolittiana è quindi ambiziosa ma non priva di fragilità.

✨ La funzione dello Stato come arbitro
Secondo Giolitti lo Stato non deve essere il governo della sola borghesia né il governo del proletariato. Chi governa deve rispettare e tutelare tutte le opinioni e interessi, assumendo il ruolo di arbitro che favorisce l’espressione libera delle parti e la conciliazione degli interessi.

✨ Regole operative per ordine pubblico e manifestazioni
- La linea da seguire è il rispetto della legalità.
- Se una manifestazione è legittima (non genera danni, violenze, o violazioni della legge) deve essere lasciata libera di svolgersi.
- Esempio contemporaneo: governi di destra devono comunque consentire manifestazioni di opposizione (es. pro-Palestina, per il diritto allo studio, contro politiche governative); la polizia deve tutelare i manifestanti anche se le idee sono contrarie al governo.
- La polizia deve intervenire quando si verifica illegalità: occupazioni di scuole o università (violazione del diritto allo studio), blocco di autostrade o ferrovie (violazione dei diritti di terzi), devastazioni di negozi, lancio di oggetti ecc. In questi casi l’azione diventa violenza e deve essere repressa.
- In caso di scontri, va accertato chi ha cominciato la violenza: immagini e telecamere (prove) aiutano a stabilirlo. Se sono poliziotti ad avere usato violenza ingiustificata, devono essere rimossi dalla funzione in divisa, processati e perseguiti; se sono manifestanti violenti, devono essere arrestati e allontanati dalle piazze.

✨ Critiche al giolittismo: centrismo e i "tre -ismi"
Il centrismo politico (o “centro” politico) ha pregi ma anche difetti: trasformismo, clientelismo e opportunismo. Questi tre fenomeni vengono messi in relazione all’azione politica di Giolitti: - Trasformismo: pratica politica di adattamento e cambio di alleanze per conservare il potere.
- Clientelismo: rete di favori e protezioni in cambio di sostegno politico.
- Opportunismo: scelta di tattiche pragmatiche, a volte prive di solidi principi ideologici.

✨ Accuse specifiche contro Giolitti
- Voto di scambio: scambio di favori per ottenere la fiducia parlamentare.
- Collusione con la criminalità organizzata: accuse di strizzare l’occhio alla mafia e di collusione con capi mafiosi per ottenere consenso elettorale, soprattutto nel Sud.
- Epiteti critici: lo storico e politico Gaetano Salvemini chiamò Giolitti “ministro della malavita”; altri lo accusavano di essere il “mestatore” (colui che rimesta nel torbido) — epiteto riferito anche alla sua origine piemontese (nella lezione è citato Dronero, ma la biografia corretta: Giolitti è nato a Mondovì, provincia di Cuneo, Piemonte).

✨ Difesa di Giolitti: la lettera a Enrichetta e la "teoria del gobbo"
Giolitti rispose alle accuse con argomentazioni pubbliche e private. In una nota lettera alla figlia Enrichetta (all’incirca coetanea degli studenti) espone una metafora famosa: l’Italia è un paese «storto» (descrizione di differenze strutturali, divario Nord–Sud, debolezze istituzionali e sociali) — metafora detta nella lezione come teoria del gobbo (trascritta come “gombo”). Giolitti si paragona a un sarto: per vestire un «gobbo» bisogna confezionare un abito su misura, cioè adottare politiche specifiche e non applicare regole o modelli che funzionano in paesi diversi (Inghilterra, Stati Uniti). Queste scelte pragmatiche Giolitti le definisce sano realismo; i nemici lo criticano come cinismo.

✨ Modello di riferimento: Machiavelli come realista politico
Giolitti si autodescrive ispirato a un realismo politico che richiama la tradizione machiavelliana: Machiavelli è evocato come il massimo filosofo realista che l’Italia (e forse l’Europa) abbia conosciuto — cioè un pensatore che privilegia l’efficacia politica e l’analisi pragmatico-istituzionale rispetto a moralismi astratti.


🖼️ Notable Works / Figures

Figura chiave: Giovanni Giolitti (1842–1928)
Statista piemontese, più volte Presidente del Consiglio; promotore della strategia di integrazione del socialismo e dell’uso della politica trasformista e clientelare per governare un’Italia «storta».

Critico: Gaetano Salvemini (1873–1957)
Storico e politico antifascista che definì Giolitti “ministro della malavita”; esponente della critica al presunto intreccio tra potere politico e malavita.

Paragone storico: Camillo Benso, conte di Cavour (1810–1861)
Citato nella lezione come parallelo di origini piemontesi e per mettere in luce continuità e differenze tra leadership piemontesi/italiane.

Evento storico citato: Assassinio di re Umberto I (29 luglio 1900)
Atto compiuto dall’anarchico Gaetano Bresci: esempio di azione violenta e anarchica che rinforza la tesi della presenza, all’epoca, di correnti estremiste.

Esempio contemporaneo (didattico): manifestazioni studentesche
Proteste per la Palestina, per il diritto allo studio, contro le politiche governative: esempi moderni per spiegare la distinzione tra manifestazione legittima e atti illegali (occupazioni, blocchi di strade, danneggiamenti).


📖 Supporting Details (terminologia, date, definizioni)

  • Giolittismo: insieme delle pratiche politiche e della strategia di governo associate a Giovanni Giolitti: integrazione sociale, uso della mediazione statale, trasformismo e politiche clientelari.
  • Trasformismo: sistema di alleanze mutevoli e di assorbimento di componenti politiche diverse per mantenere la stabilità di governo.
  • Clientelismo: scambio di favori, posti e benefici in cambio di consenso politico.
  • Voto di scambio: pratica di ottenere voti tramite favori o corruzione.
  • Opzione legalitaria/parlamentare riformista: percorso riformista che privilegia l’azione tramite leggi, elezioni e istituzioni rispetto all’insurrezione rivoluzionaria.
  • Diritto allo studio: diritto costituzionale (richiamato come valore tutelato) violato dalle occupazioni scolastiche che impediscono l’accesso alle lezioni.
  • Mantenimento dell’ordine pubblico: competenza del ministro dell’Interno, dei prefetti e del capo della polizia; principio di non intervento se la manifestazione è legittima; intervento necessario in caso di violazione della legge.
  • Prove video/telecamere: uso della registrazione come strumento probatorio per attribuire responsabilità in caso di scontri.
  • Sano realismo vs cinismo: distinzione tra giustificazione pragmatico-politica (Giolitti) e critica morale che interpreta quei metodi come immorali o cinici.
  • Machiavelli: riferimento teorico al realismo politico che privilegia l’efficacia dello Stato e la gestione pragmatica del potere.

🧩 Connections & Consequences

  1. Come si inserisce questo tema nel contesto storico-politico?
  2. Il giolittismo rappresenta una risposta liberale e riformista ai fermenti sociali e alle tensioni del primo Novecento: tenta di stabilizzare il sistema politico italiano integrando i nuovi soggetti di massa (operaio/socialista) nell’assetto istituzionale. È una fase cruciale della transizione dall’ottocentesca politica di élite a una politica di massa.

  3. Perché è importante per comprendere sviluppi successivi?

  4. Le scelte di Giolitti influenzano la gestione dei conflitti sociali e la legittimazione dell’opposizione parlamentare; al tempo stesso, i limiti del centrismo (trasformismo, clientelismo) e le accuse di collusione con la malavita segnalarono fattori di fragilità istituzionale che avrebbero avuto riflessi nelle crisi politico-istituzionali successive (es. progressiva disillusione verso la politica liberale, spazio per ideologie radicali).
  5. La distinzione tra integrazione istituzionale e repressione è un principio che serve a comprendere le politiche di governo nei confronti dei movimenti di massa anche nel Novecento e nella contemporaneità.

  6. Cross-references e richiami disciplinari:

  7. Storia politica italiana: confronto tra Giolitti e figure piemontesi come Cavour (diverse epoche, analogie di metodo politico).
  8. Teoria politica: realismo politico (Machiavelli) e il dibattito etica/efficacia in politica.
  9. Storia dei movimenti sociali: ruolo del socialismo, anarchismo e delle risposte statali nella transizione verso lo Stato di massa.
  10. Diritto e ordine pubblico: limiti della libertà di manifestazione, diritto allo studio, strumenti di repressione legittima e abusi di potere.

Note finali (correzioni e chiarimenti filologici ed empirici contenuti nella lezione): - Molte parole nella trascrizione automatica presentavano errori: morgesia → borghesia; Capur → Cavour; Gaetano Saldemini → Gaetano Salvemini; “gombo” → metafora del gobbo (lettera a Enrichetta); “Maria Amelia” → Machiavelli; “Dronero” nella lezione è citato come paese d’origine, ma la biografia corretta indica che Giolitti è nato a Mondovì (prov. Cuneo), sempre in Piemonte.
- L’assassinio citato come “episodio del luglio del Novecento” corrisponde storicamente all’uccisione di re Umberto I il 29 luglio 1900, atto anarchico compiuto da Gaetano Bresci.