Grande Guerra

Storia — 13 January 2026



📚 Il Conflitto e la Modernità: Neutralismo, Trincee e Trasformazioni del Novecento


🏛 Contesto & Background

La lezione analizza il Novecento non solo come un secolo di immani tragedie — dittature, genocidi e massacri — ma attraverso la lente della dialettica hegeliana. Secondo questa prospettiva, il "negativo" della storia (il conflitto) produce paradossalmente una sintesi di progresso: dalle ceneri delle guerre mondiali sono nate le democrazie liberali, il sistema dei diritti civili, l'emancipazione femminile e decenni di pace europea. Il docente invita a osservare la complessità dei processi storici, sottolineando come le conquiste sociali siano spesso il frutto di enormi sofferenze collettive.


🔑 Key Concepts & Developments

🕊️ Il Fronte del Neutralismo in Italia
Il dibattito tra neutralisti e interventisti vede tre grandi blocchi contrapposti alle spinte belliciste: 1. Socialisti: Guidati dall'internazionalismo marxista, vedono la guerra come uno strumento della borghesia per dividere il proletariato. Il nazionalismo è considerato un antidoto borghese alla solidarietà operaia ("Proletari di tutto il mondo, unitevi!"). 2. Cattolici: Ispirati dal pacifismo cristiano e guidati da Papa Benedetto XV, si oppongono al conflitto. La posizione è dettata anche da ragioni politiche: l'Austria-Ungheria è l'ultima grande monarchia cattolica europea, con cui il papato intrattiene ottimi rapporti. 3. Giovanni Giolitti: Propone un "neutralismo attivo". A differenza della passività ideale degli altri gruppi, Giolitti vuole usare la diplomazia per ottenere dall'Austria le terre irredente (Trento e Trieste) in cambio della neutralità italiana, evitando così il massacro.

🛡️ La Strategia Giolittiana e il Fallimento della Diplomazia
Giolitti, definito un "novello tessitore" in stile cavourriano, agisce con realismo politico. Egli intuisce che la guerra non sarà un Blitzkrieg (guerra lampo) come nel 1866 o 1870, ma un massacro di logoramento. Avverte che l'Italia non è pronta e che la diplomazia sarebbe il metodo migliore per "massimizzare i vantaggi" senza sacrificare vite. Tuttavia, la sua visione razionale viene travolta dal fanatismo nazionalista e dal revalscismo, oltre che dall'influenza di figure come Gabriele D'Annunzio, capace di trascinare le masse con una retorica eroica che ridicolizza Giolitti definendolo un "vile borghese" o un "filisteo".

🪖 La Realtà della Trincea: La Guerra Statica
Con l'entrata in guerra il 24 maggio 1915, l'Italia scopre la brutalità della Guerra di Posizione. Dopo i fallimenti delle 11 offensive dell'Isonzo, il fronte si stabilizza. La vita del fante si svolge nella trincea, una fossa scavata nel fango a pochi metri dal nemico. Lo spazio tra le linee nemiche è la "terra di nessuno", difesa da filo spinato e bersagliata dalle mitragliatrici, l'arma che ha cambiato il destino del conflitto rendendo la difesa tecnicamente superiore all'attacco.

⚙️ Il 1917 e la Svolta Tecnologica
L'anno 1917 segna il passaggio verso la fine dello stallo grazie all'introduzione di nuovi armamenti: * Il Carro Armato: Inventato dai britannici, è l'antidoto alla mitragliatrice; un mezzo cingolato corazzato capace di travolgere le difese. * L'Aviazione: Si sviluppano i duelli aerei (biplani). Emergono figure come Francesco Baracca (l'asso dell'aviazione italiana) e D'Annunzio, protagonista di imprese simboliche come il volo su Vienna per il lancio di volantini tricolori.


🖼️ Notable Works / Figures

Personaggio: Giovanni Giolitti
Statista liberale che previde con luciditĂ  l'immane carneficina della Grande Guerra, cercando invano di barattare la neutralitĂ  italiana con le concessioni territoriali austriache.

Concetto Letterario: La "Kakania" (Cacagna)
Termine coniato da Robert Musil (da Kaiserlich und Königlich, Imperiale e Regio) per descrivere in modo quasi dispregiativo la burocratica e multietnica monarchia austro-ungarica.

Evento: Il Passaggio del Piave (24 maggio 1915)
Momento simbolico dell'entrata in guerra italiana, celebrato nei canti patriottici (es: La leggenda del Piave), che segna l'inizio della "quarta guerra d'indipendenza".


đź“– Supporting Details

  • IdentitĂ  Nazionale: La guerra fu il primo momento in cui italiani di regioni diverse (spesso incapaci di comunicare perchĂ© parlavano solo dialetto) si incontrarono, creando nel dolore della trincea una prima, tragica identitĂ  unitaria.
  • Costi Umani: Circa 10 milioni di morti totali, di cui 650.000 italiani.
  • Conseguenze Psichiche: Molti reduci tornarono con traumi mentali irreversibili (shell shock), lobotomizzati da ferite craniche o dipendenti da alcol e cocaina (usati per sopportare gli assalti).
  • Evoluzione Scientifica: Il trauma bellico portò a enormi progressi nella psicologia e nello studio del cervello (citato Sigmund Freud) per comprendere le nevrosi di guerra.
  • Welfare Post-Bellico: La presenza di migliaia di mutilati e invalidi impose la creazione di nuovi sistemi di assistenza, pensioni di invaliditĂ  e sussidi, trasformando il rapporto tra Stato e cittadini.
  • Disuguaglianza Sociale: I figli della borghesia spesso riuscivano a evitare il fronte tramite raccomandazioni, mentre i fanti erano quasi esclusivamente figli di operai e contadini poveri.

đź§© Connections & Consequences

  1. Dalla Trincea alla Nazione: Nonostante l'estraneità iniziale, la vita "nel fango e nel gelo" per tre anni e mezzo cementò un legame tra i soldati che il Risorgimento non era riuscito a creare, seppur al prezzo di una generazione perduta.
  2. Fine della Belle Époque: La fiducia cieca nel progresso scientifico si scontra con l'uso della tecnologia per la distruzione di massa (gas, mitragliatrici, carri armati).
  3. Verso la Seconda Guerra Mondiale: Mentre la Grande Guerra fu prevalentemente statica e non distrusse le città, gettò le basi tecnologiche (bombardieri, carri armati) per la guerra di movimento e i bombardamenti a tappeto del secondo conflitto mondiale.
  4. EreditĂ  Politica: Il fallimento del metodo diplomatico di Giolitti e il trionfo della piazza dannunziana apriranno la strada alla crisi dello Stato liberale e all'ascesa dei movimenti estremisti nel dopoguerra.